Conservazione

ivr-pitt-6

L’analisi dei materiali di cui un’opera è costituita, come anche quelli del contesto all’interno del quale è inserita, sono essenziali a comprenderne l’evoluzione storica e le cause del degrado, come anche a pianificare interventi efficaci a lungo termine. Diagnostica e climatologia si dimostrano strumenti fondamentali per un approccio analitico-sistematico.

DIAGNOSI
Comprende la mappatura preliminare di alcuni dati fondamentali:
– materiali costitutivi
– cronologia relativa (diverse fasi, sovrapposizioni, ridipinture ecc.)
– stato di conservazione dei materiali
– fenomeni di degrado in atto (risalite capillari, attacchi biologici, dissesti statici, ecc.)
L’identificazione degli agenti di degrado (efflorescenze saline, attacchi biologici, ecc.) e della loro azione sui materiali presenti, permette di intervenire per evitarne la ricomparsa.

CLIMATOLOGIA
E’ della massima importanza conoscere il contesto climatico in cui l’opera è inserita, per correlarlo al degrado riscontrato. Ad esempio, se una superficie è sotto attacco biologico (muffe, licheni) lo studio del clima può portare all’identificazione della fonte di umidità che lo favorisce.

Le informazioni, raccolte e organizzate in layers consultabili singolarmente o sovrapponibili, forniscono una visione di insieme delle problematiche e permettono di formulare un piano che presenta indubbi vantaggi:
– chiarezza della filosofia di intervento
– precisa valutazione delle estensioni su cui si dovrà intervenire
– lista delle priorità e cronoprogramma dell’intervento
– giusta sequenza esecutiva di interventi strutturali, impiantistici, idraulici, che evita dannose sovrapposizioni di maestranze.

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